ASC sta anche per energia

Dalla sua costituzione avvenuta nel 1981 ASC sta per «Associazione svizzera per il conteggio dei costi di riscaldamento e acqua». Ora questo nome le sta stretto. Con effetto immediato l‘associazione assume il nuovo nome «ASC Associazione svizzera per il conteggio dei costi di energia e acqua».

Sin dall‘inizio l‘associazione ha inserito tra le sue priorità la misurazione e il conteggio dell‘energia nelle case plurifamiliari con riscaldamento centralizzato. Inizialmente si pensava solo all‘energia termica (calore), ma con il passare del tempo e il riscaldamento climatico è cresciuta sempre più l‘esigenza di raffrescamento negli edifici e, di conseguenza, anche l‘attenzione per la misurazione e il conteggio dell‘energia per il raffrescamento. Con l‘arrivo delle pompe di calore e la necessità di soluzioni per il monitoraggio energetico, da anni le aziende aderenti all‘ASC si occupano anche della misurazione e del conteggio dell‘energia elettrica. Per una gestione trasparente dell‘energia e dei costi, nelle costruzioni più moderne è in ogni caso indispensabile avere uno sguardo globale sui flussi energetici. Per questi motivi l‘associazione modifica il proprio nome adeguandolo al suo impegno attuale e sostituendo riscaldamento con il termine più generico energia. Con effetto immediato l‘associazione si chiamerà «ASC Associazione svizzera per il conteggio dei costi di energia e acqua».
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Uno studio universitario dimostra che le nuove costruzioni celano un enorme potenziale di spreco!

In Germania, dove tutti gli edifici dal 2007 devono essere provvisti di una certificazione energetica, si riscontrano enormi differenze tra le cosiddette certificazioni del consumo energetico e le certificazioni del fabbisogno energetico. La certificazione energetica riferita al consumo è basata sul consumo effettivo. Con la certificazione energetica riferita al fabbisogno si determina il consumo previsto secondo lo standard energetico. Il calcolo viene effettuato sulla base di un comportamento normalizzato degli utenti.

È stato ora osservato che negli edifici parzialmente ristrutturati o non ristrutturati spesso si consuma meno energia di quanta ne venga calcolata con la certificazione del fabbisogno energetico. Gli occupanti hanno tenuto un comportamento più parsimonioso rispetto al modello prefisso. Contrariamente a ciò, negli edifici nuovi e ristrutturati risulta che il consumo effettivo spesso sia superiore al fabbisogno energetico calcolato. Questo fenomeno viene definito effetto rimbalzo.

Nel 2013 l’Università Tecnica di Dresda con uno studio ad ampio raggio è riuscita a confermare in maniera significativa questo comportamento. Con una simulazione è stato calcolato il consumo energetico per diverse classi dei fabbricati. È stata operata una differenziazione in base alle dimensioni, all’età della costruzione e al tipo di impianti di distribuzione, presumendo un determinato comportamento dell'utente. I dati ottenuti sono stati confrontati con i consumi effettivi ricavati da 3,3 milioni di conteggi delle spese di riscaldamento.

 

Solo una volta corretti i parametri delle simulazioni variando temperatura ambiente e ricambio d’aria si sono potuti comprendere i dati di consumo effettivo. È stato osservato che gli utenti si comportano in modo nettamente differente rispetto alla procedura standard prevista. Nelle costruzioni parzialmente ristrutturate o non ristrutturate sono più parsimoniosi, adeguando maggiormente il riscaldamento all’utilizzo dei locali e arieggiando con maggiore consapevolezza. Negli edifici moderni, invece, prevale il cosiddetto effetto rimbalzo. Sapendo che l’appartamento ha un ridotto fabbisogno energetico, gli inquilini tengono un comportamento all'insegna del "lascia fare". Di conseguenza viene a mancare il ridotto consumo energetico previsto.
 

Temperature ambiente e standard edilizio

 

Spreco potenziale secondo lo standard edilizio

 

Questo grafico mostra le misurazioni delle temperature ambiente nelle diverse classi dei fabbricati. Man mano che migliora la qualità energetica si nota un netto aumento della temperatura ambiente media.
 

Un aumento di 2 kelvin della temperatura ambiente media incide in maniera differente sulle diverse età e qualità degli edifici. La differenza proporzionale dei consumi varia dal 19,1% al 23,2%. Nelle costruzioni moderne ciò significa che l’influsso proporzionale del comportamento dell’utente è maggiore che negli edifici esistenti. 

 

Studie Uni Dresden 

Download il studio (allemand)

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